ministri straordinari - Parrocchia San Giovanni Battista Morlupo

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Parrocchia San Giovanni Battista Morlupo
PARROCCHIA SAN GIOVANNI BATTISTA MORLUPO
P.zza Giovanni XXIII n. 8, 00067 Morlupo (RM) - Tel. 0690190221 - 3293217460
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Ministri straordinari della distribuzione dell'Eucarestia


La Sacra Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti, con l'Istruzione "Immensae caritatis" del 29 gennaio 1973, ha dato facoltà agli ordinari del luogo di scegliere, qualora lo ritengono opportuno, persone idonee come ministri straordinari della Comunione.

L'Istruzione a riguardo di questo particolare caso dice: "l'Eucaristia, questo dono ineffabile, anzi il massimo di tutti i doni, lasciato da Cristo Signore alla Chiesa sua sposa come segno e testamento del suo immenso amore, è un mistero così grande che esige una coscienza sempre più approfondita e una partecipazione sempre più viva alla sua efficacia di salvezza.

Per questo la Chiesa ha sentito il dovere pastorale di emanare, in più occasioni, norme e documenti sull'Eucaristia; documenti opportuni e norme assai indicate per ravvivare la devozione verso questo mistero, centro e fondamento del culto cristiano.

Ai nostri tempi si avverte un'esigenza nuova: salva sempre la massima riverenza dovuta a un sacramento così grande, i fedeli vorrebbero che fosse facilitata la possibilità di accostarsi alla santa Comunione, per partecipare più abbondantemente ai frutti del sacrificio della Messa e consacrarsi con maggiore impegno e generosità al servizio di Dio e della Chiesa e al bene dei fratelli. Ma perché i fedeli possano accostarsi senza difficoltà alla santa Comunione, è necessaria anzitutto una certa disponibilità di ministri che la distribuiscano.

Vi sono circostanze diverse nelle quali può mancare la disponibilità di un numero sufficiente di ministri per la distribuzione della santa Comunione:

  • durante la Messa, a motivo di un grande affollamento di fedeli, o per qualche particolare difficoltà in cui venga a trovarsi il celebrante;

  • fuori della Messa, ogni qualvolta è difficile, per la distanza, recare le sacre Specie, soprattutto in forma di viatico, a malati in pericolo di morte quando il numero stesso dei malati, specialmente negli ospedali o nelle case di cura, esiga la presenza di un certo numero di ministri.


Perché dunque non restino privi dell'aiuto e del conforto di questo Sacramento i fedeli che, in stato di grazia e animati da buone disposizioni, desiderano partecipare al banchetto eucaristico, il Sommo Pontefice ha ritenuto opportuno istituire dei Ministri Straordinari, che possano comunicare se stessi e gli altri fedeli, a queste determinate e precise condizioni:


FACOLTA' DEGLI ORDINARI DEL LUOGOGO

I. Gli Ordinari del luogo hanno la facoltà di permettere che in singoli casi, o per un tempo determinato o, se proprio necessario, anche in modo permanente, una persona idonea, scelta espressamente come ministro straordinario, possa cibarsi direttamente del pane del cielo o distribuirlo agli altri fedeli e recarlo ai malati a domicilio, nei casi seguenti:
a) quando manchino il presbitero, il diacono e l'accolito;
b) se il presbitero, il diacono e l'accolito non possono distribuire la santa Comunione, perché impediti da un altro ministero pastorale o perché vecchi e malati:
c) se i fedeli desiderosi di fare la santa Comunione sono tanti da far prolungare in modo eccessivo la celebrazione della Messa o la distribuzione dell'Eucaristia fuori della Messa.

II. Gli stessi Ordinari del luogo possono permettere ai presbiteri in cura d'anime di affidare, volta per volta, in caso di vera necessità, a una persona idonea l'incarico di distribuire la Comunione.

DESIGNAZIONE DELLA PERSONA IDONEA

La persona idonea, verrà designata seguendo quest'ordine: un lettore istituito, un alunno del seminario maggiore, un religioso, una religiosa, un catechista, un fedele uomo o donna.

PER IL CONFERIMENTO DEL MANDATO


E' bene che la persona idonea espressamente designata per distribuire la santa Comunione, riceva il rispettivo mandato. Poiché queste facoltà sono state concesse solo per il bene spirituale dei fedeli e per casi di vera necessità, i presbiteri si ricordino che non sono affatto esonerati dal loro compito di distribuire la divina Eucaristia ai fedeli che ne fanno legittimamente richiesta e specialmente di recarla ai malati. Il fedele designato come ministro straordinario della Comunione, deve essere debitamente preparato e distinguersi per fede, vita cristiana e condotta morale. Si sforzi di essere all'altezza di questo grande ufficio, coltivi la pietà eucaristica e sia di esempio a tutti i fedeli per il rispetto e la devozione verso il Sacramento dell' altare. Non si faccia mai cadere la scelta su persone la cui designazione possa essere motivo di stupore tra i fedeli.

TIPO DI SERVIZIO

ministero straordinario della Comunione prevede tre tipi di servizio:

  • la Comunione agli "impediti" (anziani, infermi), specialmente la domenica e nei giorni festivi;

  • l'aiuto al sacerdote per la distribuzione dell'Eucaristia nelle assemblee liturgiche più numerose;

  • la distribuzione dell'Eucaristia fuori della Messa (secondo l'apposito rito) in assenza del sacerdote o del diacono.


AMBITO DEL SERVIZIO

Nella richiesta e nell'affidamento del ministero straordinario vanno distinti e determinati con chiarezza i tipi di servizio, poichè la loro diversità richiede diversificate e adeguate attitudini. Data la "straordinarietà" del ministero e la necessità di una adeguata presentazione ai fedeli sia del servizio, sia dei ministri, nella concessione va pure determinato l'ambito territoriale dell'esercizio del ministero: parrocchia, comunità religiosa, ospedale, casa di riposo...

SCELTA DEI MINISTRI

Nella scelta dei ministri si richiede, tra l'altro, che essi:

  • diano sufficiente garanzia di stabilità nella fede e nella testimonianza cristiana, e particolarmente di pietà eucaristica;

  • siano ben accolti dalla comunità al cui servizio vengono deputati, anche perché sia evitata la "privatizzazione" del servizio stesso.


PREPARAZIONE DEI MINISTRI

I ministri, prima di ricevere l'incarico, vanno debitamente preparati con un apposito corso. Sono pure necessari incontri periodici, almeno annuali, di aggiornamento e di formazione permanente per quanti hanno già ricevuto l'incarico.

DURATA DELL'INCARICO

L'esercizio del ministero è di norma concesso a tempo determinato (da 2 a 6 anni), con eventuali riconferme (senza che venga ripetuto il rito per la stessa persona che ha già ricevuto il mandato). Ciò è utile a mettere in luce la straordinarietà di detto ministero.

RESPONSABILITA' DEL PARROCO

Sia la concessione che il rinnovo vengano fatti su richiesta scritta e motivata, del parroco o del sacerdote responsabile del servizio sacramentale nella comunità, coinvolgendo, per quanto possibile, le comunità stesse. Il parroco o il sacerdote richiedente rimane sempre il garante e responsabile del corretto e ordinato esercizio del ministero.

CAMBIO DI RESIDENZA DEI MINISTRI STRAORDINARI

Nel caso che un ministro straordinari cambi residenza nell'ambito della stessa diocesi, o provenga da altra diocesi, per l'esercizio del ministero nella nuova parrocchia o comunità è richiesta la domanda scritta e motivata del nuovo parroco o sacerdote responsabile, e la convalida dell'apposito Ufficio diocesano. Sarà opportuno che il nuovo ministro venga presentato alla comunità.


ESPOSIZIONE DEL SS. SACRAMENTO

Ministro ordinario dell' esposizione del SS. Sacramento è il presbitero o il diacono che, al termine dell'adorazione, imparte, con il Sacramento stesso la benedizione al popolo.
In mancanza del sacerdote o del diacono o in caso di un legittimo impedimento, possono esporre pubblicamente all' adorazione dei fedeli la SS. Eucaristia, e poi riporla, naturalmente senza dare la benedizione, anche l'accolito o il ministro straordinario della santa comunione.

Ciò può avvenire soprattutto nelle comunità religiose, dove non c'è un cappellano stabile o non è facile avere a disposizione un ministro ordinario, qualora ci sia un ministro straordinario istituito per il servizio ai malati e agli anziani dimoranti nella casa religiosa o per il servizio della comunità parrocchiale.

Questa facoltà concessa ai ministri straordinari, anche se non esplicitamente contemplata nell' istruzione "Immensae caritatis", è implicita nel ministero da essi compiuto. Essa costituisce una vera grazia, dal momento che nelle comunità religiose, come nei gruppi laici che spesso si ritrovano per la preghiera presso le case religiose, cresce il desiderio dell' adorazione eucaristica.

Naturalmente chi compie questo servizio deve sentirsi anche impegnato a garantire una preparazione e uno svolgimento all' adorazione, specialmente comunitaria, tale che sia una vera e ricca esperienza di preghiera e risponda alle indicazioni liturgico - pastorali sopra ricordate.

E' facile, tuttavia, che anche in questo campo, si verifichino abusi e incongruenze per motivi più devozionali ed estetici che per la vera necessità, come invece richiede il rispetto per questo grande ministero, e si assiste spesso a inconvenienti che non favoriscono la pietà eucaristica e non promuovono la riforma liturgica.


LA FACOLTA' DI COMUNICARSI

L'istruzione "Immensae caritatis" ricorda al primo posto, tra le facoltà del ministro straordinario, quella che "egli possa cibarsi direttamente del Pane del cielo" (n. 2,1). Va da se che chi distribuisce la Comunione possa comunicarsi.

Se ne parliamo qui è per due motivi. Anzitutto perché non si vuole contraddire all'impostazione generale del discorso fatto fin qui e che ha considerato sempre il ministero un servizio finalizzato non a sé e alla propria utilità, ma al bene della Chiesa e alla comune edificazione; e quindi, in ultima analisi, agli altri.

Inoltre non si vorrebbe insistere troppo su questa facoltà, dal momento che più facilmente si corre il rischio dell' individualismo e dell' intimismo, e cioè di strappare la Comunione dal suo contesto originario, qual' è appunto quello della Messa.

Un ministro straordinario non può con tutta facilità astenersi dal partecipare alla Celebrazione Eucaristica e poi, a suo comodo, andare in Chiesa per fare la Comunione quando ritiene più opportuno o più utile a lui! In questo modo sarebbe stravolto del tutto non solo il ministero, ma il significato genuino della partecipazione sacramentale alla Messa.

ALCUNE NORME PRATICHE: L'ABITO DEI MINISTRI STRAORDINARI

Il documento in questione non ne parla espressamente. Sembra quindi che ci si debba attenere alle norme generali date a proposito di laici che esercitano un ministero liturgico, e che potremmo così riassumere: "le norme per un eventuale abito liturgico speciale per chi riceve un ministero, sono lasciate all' Ordinario del luogo" (cfr. "I Ministeri nella Chiesa").

Nella diocesi, non sono state fatte precisazioni in merito all'abito dei ministri straordinari (alcune parrocchie hanno però adottato l' utilizzo del camice bianco per gli uomini), per cui il laico o la religiosa compiono il loro ufficio ed esercitano il loro servizio con l'abito loro proprio, purché esso sia decoroso e conveniente alla funzione che essi assolvono. In ogni caso deve essere evitato l' uso di abiti liturgici propri di determinate funzioni sacerdotali o diaconali.

Sembra perciò sconveniente e rischioso, per le confusioni che si possono creare nei fedeli, esigere che i ministri straordinari indossino una stola o qualche altro indumento che le assomiglia.


DALL' ISTRUZIONE "REDEMPTIONIS SACRAMENTUM"

La Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha pubblicato, il 23 aprile 2004, l'istruzione "Redemptionis sacramentum" su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucaristia. Nel capitolo VII a riguardo del ministro della distribuzione della santa Eucaristia si dice: "Ministro in grado di celebrare in persona Christi il sacramento dell' Eucaristia, è solo il sacerdote validamente ordinato".

Perciò il nome di "ministro dell' Eucaristia" spetta propriamente al solo sacerdote. Anche a motivo della sacra Ordinazione, i ministri ordinari della santa Eucaristia sono i vescovi, i sacerdoti e i diaconi, ai quali spetta, dunque, distribuire la Comunione ai fedeli laici nella celebrazione della santa Messa. Si manifesti così, correttamente e con pienezza il loro compito ministeriale nella Chiesa e si adempia il segno sacramentale.

Oltre ai ministri ordinari c'è l'accolito istituito, che è per istituzione ministro straordinario della santa Eucaristia anche al di fuori della celebrazione della Messa. Se inoltre ragioni di autentica necessità lo richiedano, il vescovo può delegare, a norma del diritto (cfr. CIC, can 230 ss 3), a tale scopo anche un fedele laico come ministro straordinario, "ad actum" o "ad tempus" (soltanto, cioè, per quella singola occasione) servendosi nella circostanza della appropriata formula di benedizione.

Questo atto di deputazione,tuttavia, non ha necessariamente forma liturgica, né in alcun modo, se la avesse, può essere assimilato a una sacra ordinazione. Soltanto in casi particolari e imprevisti, può essere dato un permesso "ad actum" (cioè: valido una sola volta..) da parte del sacerdote che presiede la celebrazione eucaristica.

Se di solito è presente un numero di ministri sacri sufficiente anche alla distribuzione della santa Comunione, non si possono deputare a questo compito i ministri straordinari. In simili circostanze, coloro che fossero deputati a tale ministero non lo esercitino. E' riprovevole la prassi di quei sacerdoti che, benché presenti alla celebrazione, si astengono comunque dal distribuire la Comunione, incaricando di tale compito i laici (cfr. S. Congr. per i Sacr., Istr. "Inaestimabile donum" n. 10: AAS 72, pag. 336).

Il ministro straordinario della santa Comunione, infatti, potrà amministrare l' Eucaristia soltanto quando mancano il sacerdote o il diacono, quando il sacerdote è impedito da malattia, vecchiaia o altro serio motivo o quando il numero dei fedeli che accedono a tale sacramento è tanto grande che la celebrazione stessa della Messa si protrarrebbe troppo a lungo (cfr. S. Congr. per i Sacr., Istr. "Immensae caritatis", n. 1 AAS 65, pagg. 264 - 266).

Tuttavia, ciò si ritenga nel senso che andrà considerata motivazione del tutto insufficiente un breve prolungamento, secondo le abitudini e la cultura del luogo. Non è in nessun modo consentito al ministro straordinario delegare all'amministrazione dell' Eucaristia qualcun altro, come ad esempio un genitore, il marito o il figlio del malato che si deve comunicare.

Il vescovo diocesano riesamini la prassi degli ultimi anni in materia e la corregga secondo opportunità o la determini con maggior chiarezza. Se per effettiva necessità tali ministri straordinari vengono deputati in maniera estesa, occorre che il vescovo diocesano pubblichi delle norme particolari, con cui, tenendo presente la tradizione della Chiesa, stabilisca delle direttive a norma del diritto in merito all' esercizio di questo ministero.



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