hallowen - Parrocchia San Giovanni Battista Morlupo

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Parrocchia San Giovanni Battista Morlupo
PARROCCHIA SAN GIOVANNI BATTISTA MORLUPO
P.zza Giovanni XXIII n. 8, 00067 Morlupo (RM) - Tel. 0690190221 - 3293217460
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Halloween 

Nei paesi anglosassoni, denominazione (da All Hallow Eve «vigilia di tutti i santi») della sera che precede il giorno del 1° novembre e costituisce un’occasione di festa, soprattutto per i bambini. 
Trae origine dalle tradizioni pre-cristiane dell’Europa celtica, in particolare da quelle delle Isole Britanniche, dove il 31 ottobre era il giorno della fine dell’estate ma anche, secondo la credenza popolare, il momento in cui dalla sera e per tutta la notte le anime dei morti tornavano sulla terra, accompagnandosi a streghe, demoni e fantasmi. 
Testimonianza di quest’ultimo aspetto della ricorrenza si riscontra ancora nei travestimenti di cui si servono i bambini per girare di casa in casa chiedendo dolci e monetine. 

Approfondimento dal libro Halloween - Eraldo Baldini, Giuseppe Bellosi - Einaudi, Torino 2006, pagg. 353, euro 14,00.

31 ottobre, vigilia di Tutti i Santi. Esterno. Notte. «Halloween è la forma popolare di All Hallows Eve o All Hallows Even (o Evening), ‘Vigilia (o Sera) di Ognissanti’ […] nelle isole britanniche nel periodo di Ognissanti non solo si onoravano i morti […], ma si accendevano anche falò, i giovani facevano scherzi, e i poveri andavano di porta in porta chiedendo cibi (pane e dolci), in cambio di preghiere per le anime del purgatorio. 

I questuanti tenevano in mano lanterne ricavate da rape incavate, in cui la luce della candela stava a simboleggiare un’anima del purgatorio […]» (pp. 24-25). 
Da diversi anni, in Italia, frotte di bambini dal pomeriggio del 31 ottobre (ma nelle aule scolastiche se ne parla già settimane prima) popolano clamorosamente i luoghi pubblici di città e paesi. 
Tra vetrine di negozi, con predominanza cromatica arancio virante al nero, grondanti di feticci a volte disgustosi che alludono all’evento, si assiste sempre meno perplessi a una liturgia canonizzata, fatta di streghe neroluccicanti, di morti-viventi esorcizzanti e terapeutici – si spera – per gli stessi individui che ne indossano gli abiti, di fantasmi casalinghi e addomesticati che naturalmente con difficoltà riescono a eclissarsi, di vampiri, di scheletri e di quanto alluda all’aldilà, al terrifico, allo sconosciuto: la morte, mito dei miti, viene simboleggiata, aggredita, dissacrata attraverso la mimèsi, vestendone gli stessi panni mostrati pubblicamente a sua immagine e somiglianza. 

Alle finestre appaiono luci fioche di candele sistemate all’interno di zucche pazientemente scavate e intagliate. 
Sembra ormai notizia diffusa che questa ricorrenza, che si credeva introdotta o finanche imposta dalla società americana, affondi le proprie salde radici anche su un substrato tutto autoctono (ma più in generale europeo), con fenomeni che si rivelano esistere sull’intero territorio del nostro Paese: «nel folklore di tutte le regioni italiane, nei giorni che vanno dalla vigilia di Ognissanti, cioè dal 31 ottobre, al giorno di San Martino, 11 novembre, legati […] in un continuum celebrativo, sono da tempo immemorabile presenti, o almeno lo erano fino a pochi decenni fa, tutti gli elementi costitutivi della festa, basata sulla celebrazione di un importante spartiacque calendariale aperto al ‘ritorno dei morti’» (p. 5). 

Sdoganata dal made in USA e fatta salva la dignità autarchica nazionale del rito in oggetto, potrebbe forse interessare l’approfondimento della materia, altalenante tra il folklore, come detto, la storia, la religione, l’antropologia, la sociologia e, non ultima, l’alimentazione (dolci, zucche, pane ecc.; come dire, cibo). 
Di tutto questo narra il volume di Baldini e Bellosi, che offre lo spunto per comprendere alla fonte il dilagare del caso Halloween tra bambini più o meno maturi, accanto ai quali può anche apparire lecito annoverare i cosiddetti adulti. 
Lo studio – che mette a disposizione una larga e specifica bibliografia che annovera anche molti titoli risalenti al 19° secolo – è il risultato di una ricerca che, dopo un’articolata disamina, definibile sinteticamente ‘storica’, che parte dalle testimonianze più antiche e costituisce la prima parte del libro, analizza le tracce (usanze) riscontrate nelle regioni italiane, come è precisato dagli Autori stessi in un «viaggio nelle tradizioni» prima che la festa «si chiamasse ‘Halloween’». 
Le fonti utilizzate sono spesso citate e proposte in lettura diretta nel testo e sono presentate all’interno dei capitoli relativi alle singole regioni (convenzionalmente in elenco dal Piemonte alla Sardegna); il commento permette di confrontare riferimenti, richiami ad assonanze e concordanze rilevate nei documenti in contesti geograficamente diversi. «[…] Halloween è qui. C’è sempre stata» (p. 324).

Riferimento enciclopedia treccani

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