ceneri - Parrocchia San Giovanni Battista Morlupo

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Parrocchia San Giovanni Battista Morlupo
PARROCCHIA SAN GIOVANNI BATTISTA MORLUPO
P.zza Giovanni XXIII n. 8, 00067 Morlupo (RM) - Tel. 0690190221 - 3293217460
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Mercoledì delle ceneri

Le Ceneri: la conversione e il significato teologico versione testuale.

Le ceneri che vengono imposte sul capo dei cristiani, sono ottenute bruciando le palme e gli ulivi benedetti l’anno prima durante la “Domenica delle Palme”.

Il periodo sacro di 40 giorni che prepara alla Pasqua, il cosiddetto periodo di Quaresima è caratterizzato dall'invito insistente alla conversione a Dio. 
Sono pratiche tipiche della quaresima il digiuno e altre forme di penitenza, la preghiera più intensa e la pratica della carità. 
È un cammino di preparazione a celebrare la Pasqua, culmine delle festività cristiane e ricorda i quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto dopo il suo battesimo nel Giordano e prima del suo ministero pubblico.

Alla fine del V° secolo la Chiesa inserisce una novità nella celebrazione della Quaresima: il periodo quaresimale non inizia più dalla domenica ma il mercoledì con il rito dell'imposizione delle ceneri sulla testa dei fedeli. La parola "ceneri" richiama in modo specifico la funzione liturgica che caratterizza il primo giorno di Quaresima. Il sacerdote, al momento dell'imposizione delle ceneri, pronunciava questa frase: "Convertitevi e credete al Vangelo". Il rito dell'imposizione delle ceneri, celebrato dopo l'omelia, sostituisce l'atto penitenziale della messa; inoltre può essere compiuto anche senza la messa.

IL DUPLICE SIGNIFICATO TEOLOGICO DELL'USO DELLE CENERI.

L'uso delle ceneri ha un duplice significato teologico: per prima cosa esse rappresentano il segno della debole e fragile condizione dell'uomo : Abramo rivolgendosi a Dio dice: "Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere..." (Gen 18,27); 
Giobbe riconoscendo il limite profondo della propria esistenza, con senso di estrema prostrazione, afferma: "Mi ha gettato nel fango: son diventato polvere e cenere" (Gb 30,19). In tanti altri passi biblici può essere riscontrata questa dimensione precaria dell'uomo simboleggiata dalla cenere (Sap 2,3; Sir 10,9; Sir 17,27). 

Inoltre la cenere rappresenta anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un cammino verso Dio; particolarmente noto è il testo biblico della conversione degli abitanti di Ninive a motivo della predicazione di Giona: "I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. 

Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere" (Gio 3,5-9); Anche Giuditta invita invita tutto il popolo a fare penitenza affinché Dio intervenga a liberarlo: "Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore" (Gdt 4,11).
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